Pensierini pre-serali
L'invidia è solo ambizione con il complesso di inferiorità.
Avere più paura della moltitudine che della solitudine...
Troppi artisti si concentrano sull’esordio senza pensare che il vero esordio è la seconda prova.
Pensierini pre-serali
L'invidia è solo ambizione con il complesso di inferiorità.
Avere più paura della moltitudine che della solitudine...
Troppi artisti si concentrano sull’esordio senza pensare che il vero esordio è la seconda prova.
RACCONTINO EDIFICANTE
- Scusi, sa dove posso trovare la felicità?
- Voltato l'angolo, a destra.
- Ma...qui non vedo angoli!
- Appunto.
E il piccolo uomo riprese il suo cammino alla ricerca della introvabile chimera, fiero di aver intrapreso questo oneroso viaggio. Si ammalò di solitudine, si incupì di malinconia, si riarse di irrealizzabili desideri dell'anima. Nonostante tutto, continuò il percorso sino a che giunse ad una nuova svolta, e trovò una persona a cui chiedere.
- Scusi, sa dove posso trovare la felicità?
- Proprio alla fine del suo viaggio.
- Ma io non ho posto un limite al mio viaggio!
- Appunto.
E curvo su se stesso il piccolo uomo continuò il suo percorso sulle labili tracce dell'impossibile arcano, orgoglioso di essersi incamminato per una sì ardita intrapresa. Si gonfiò di noia, si graffiò di disperazione, si accecò di inafferrabili miraggi. A dispetto di tutto, proseguì la sua strada fino a che non incontrò un crocicchio inaspettato presso cui sedeva un uomo.
- Scusi, sa dove posso trovare la felicità?
- E' stata, è e sempre sarà là dove lei non sta andando.
- Ma allora non la potrò mai incontrare!.
- Appunto.
E gobbo, chino e infreddolito il piccolo uomo ritornò sui suoi passi verso casa, pentendosi per aver voluto ad ogni costo catturare l'impossibile preda. Si macerò di autocommiserazione, si arrovellò di congetture, si annientò di rassegnazione. Ma procedette sul sentiero fino a giungere a casa dove i suoi amici lo interrogarono sul viaggio.
- Scusa, hai trovato la felicità?
- E' sempre stata qui, non si è mai allontanata.
- Ma noi non la vediamo!
- Appunto. E' ora che intraprendiate il vostro viaggio.
(chiosa, da un pensierino di Ennio Flaiano: "Io non sono di quelli che credono che altrove succeda qualcosa")
PILLOLE SURREALI
per una vita più leggera
Un gallo ammaestrato, che al mattino non canta.
Un gatto velenoso che si rincorre la coda, la morde e muore.
Un amico che dice: “Non sono credente e non sono ateo. All'occorrenza affitto Dio per qualche minuto, di tanto in tanto…”
L’evento dell’anno: un coniglio mago che tira fuori dal suo cilindro un prestigiatore.
Un uomo premuroso che dice alla sua donna: "Di te voglio scoprire ogni esigenza, per sfidare me stesso a trascurarle tutte!"
Credimi, amico, non volevo tradirti. E’ stata la tua fiducia a provocarmi!
Voleva spendere la sua viltà un po’ per volta, perché temeva i gesti eroci che avrebbero potuto seguire una volta che l’avesse terminata.
Chi dipinge le leggi-quadro?
Piccole perle di leggerezza serale, prima del meritato riposo:
L’uomo inventò la ruota, poi inventò il piano inclinato. Ma fu solo quando mise la ruota sul piano inclinato che si accorse di non aver ancora inventato i freni. Lo fece, e fu la sua rovina.
Verrà il giorno del giudizio e ci coglierà senza avvocato difensore.
Ciò detto, buona notte a tutti (cioè a me stesso, chè questo blog lo conosco solo io).
10 Maggo 2005. Si inizia.
Ops... eccomi proiettato in un blog.
Mai fatto prima. Mai nemmeno pensato.
Poi è arrivato un amico e mi ha detto: "Mai avuto un blog?"
Per un puro rigurgito di orgoglio la domanda "un blo-che?" è morta nel percorso tra i neuroni preposti alla parola (l'area di Broca, I suppose) ed i muscoli che coordinano i movimenti della bocca. Niente figure del menga, mi sono detto! Rifletti attentamente, non è la prima volta che senti questa parolina: fatti venire in mente il significato in qualche frazione di secondo. E' partito un botta e risposta mentale assai deprimente. Blog uguale... infezione delle vie urinarie? Il nome di una nuova pasticca simpaticamente allucinogena? Un sauro indonesiano, da allevare in apposito terrario riscaldato dal faretto rosso che ricorda le luci psichedeliche delle feste delle medie? Mmhhh... tutto poco credibile...
"Insomma, mai avuto un blog sì o no?".
L'amico incalzava. E io ancora muto, grattandomi una caviglia, ad interrogarmi su varianti ancora più improbabili... Blog uguale... una variante del kite-surf? Una pianta di pino nano? Lo spartito autografo di una rockstar che sarebbe divenuta tale?
E' finita che ho dovuto ammettere la mia ignoranza globale, riallacciare le sinapsi e formulare la domandina imbarazzante: "scusa, cos'è un blog?". E' finita che mi sono sentito raccontare di Splinder dissimulando un "ohhhh" di costernazione. E' finita che ho aperto un blog, e quindi più che di una fine si è trattato di un inizio, il che è sempre apprezzabile. Perchè un inizio è pur sempre qualcosa, e l'ignoranza talvolta sa prendere strade inattese e trasformarsi in esperienza.
Mi allaccio metaforicamente le cinture di (in)sicurezza e parto.